MONDRAGONE. IL PARCO CHE VORREMMO.

L’erba alta domina il parco, nonostante si tratti di un’area suggestiva e popolata, non soltanto dagli abitanti dei palazzi adiacenti. I giochi per bambini un tempo, erano praticabili.
Si tratta del noto parco Carducci ,
Neanche le mura e alcune panchine sono rimaste esenti da azioni vandaliche e vernici. Secondo quanto annunciato dal Comune, le operazioni di ripristino dell’ aree verde, dovevano essere concluse entro breve tempo, ma in zone come queste non sembra essere stato attuato alcun genere di intervento. “Dispiace vedere che il Comune non si premuri di sistemare questo parco”, lamenta un residente in zona. Immaginiamo un genitore che porta il proprio figlio li, la prima reazione, per chiunque dotato di senso civico e rigore, è l’incredulità e forse anche un po’ di fastidio: perché una mamma, nonna, zia o qualunque sia il grado di parentela con il bimbo dovrebbe mai trovare sensato, utile, costruttivo portarlo in tale parco? A tutti viene in mente che in quel luogo per lungo tempo ci stavano ladri e spacciatori? Che da quella parte ci sono giochi pericolosi per l’incolumità dei bambini? Quindi, portare un bimbo lì, viene da pensare, è un gesto incosciente. Ma fermandosi un attimo in più a pensare, ci viene da dire: perché i bambini non lo possono usare?
Un fazzoletto verde immerso nel quartiere, abbandonato a se stesso. E allora a questo secondo pensiero, il sentimento diventa la rabbia e anche un po’ di tristezza. L’immagine diventa quasi malinconica e poetica: un genitore che accompagna il bimbo nel parco dove una volta si poteva giocare magari raccontando una favola che purtroppo, a differenza di ogni favola che si rispetti, questa volta non ha il lieto fine. Al massimo un finale carico di speranze: “Vedrai, presto potrai giocare anche tu qui”
Ma è solo una speranza. Ormai sono anni che quel pezzo di parco, è stato sottratto alla città. Alle famiglie, ai bambini. A volte viene effettuata la pulizia ma il giorno dopo è nuovamente sporco. Alcuni si sono fatti avanti per pulire l’ area verde a proprie spese, mentre c’è chi ha chiesto anche l’ affido. In tutto ciò sia le congregazioni e sia il comune tacciono. Intanto, i cittadini vogliono una risposta in merito, almeno per rendersi conto quale sarà il finale di questa triste storia, di questa terra di nessuno.

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