Mondragone. Stamattina presso il noto parco Carducci, si sono presentati i giornalisti del noto programma televisivo ” storie Italiane”, i quali hanno trasmesso in diretta, tutto lo scempio che vige in questa piccola area giornalmente. Un quartiere abbandonato, quindi l unica soluzione, forse, sarebbe quella di parlarne in televisione? Visto che c’è un totale abbandono da parte dell’amministrazione. Di tutto questo, e di molto altro soffrono anche le altre zone della città, che negli ultimi anni vedono aumentare anziché diminuire nel tempo i disagi. Un paese che cresce senza controllo e senza servizi e che porta i cittadini all’esasperazione, sentendosi soli e senza punti di riferimento. Spaccio, consumo di droga, prostituzione, il tutto avviene soprattutto durante le ore notturne nel parco sopra citato. Qui la notte è terra di nessuno. Nessuno vigila, nessuno impedisce loro l’ ingresso, nessuno che ferma queste attività illegali. Tante volte è stata denunciata questa situazione ma sino ad oggi non è stato fatto nulla. Per non parlare della dispersione scolastica da parte di ragazzini comunitari. Di fatti stamattina, secondo molte testimonianze c’ erano bambini che giocavano sul famoso cavalcavia posto sulla domitiana, gettando pietre in strada, invece che andare a scuola. Già in passato è stato chiesto a chi di dovere di effettuare un censimento sul nostro territorio, soprattutto nelle zone dove risiedono i comunitari. Nessuno sa quanti abitanti ci sono ed in particolare quanti bambini vivono sul territorio che secondo la legge dovrebbero frequentare la scuola d’obbligo. Diritti e legalità devono camminare insieme. Tra i cittadini la rabbia è davvero tanta, il degrado tocca una soglia mai raggiunta prima, a causa dell assenza delle istituzioni che alle prese con tantissime questioni, non riescono a muovere nessun passo nei confronti dei cittadini. Pertanto, chiediamo quindi a chi ci governa di ascoltare maggiormente la voce dei cittadini che esasperati, chiedono solo legalità e sicurezza per noi ma soprattutto i nostri figli, che rappresentano il futuro della nostra terra.




