DISPERSIONE SCOLASTICA AL PARCO CARDUCCI.

MONDRAGONE. Dalle foto che ci sono state pervenute da alcuni residenti in via Carducci, notiamo la presenza di alcuni bambini comunitari che invece di frequentare regolarmente la scuola, girano per il parco Carducci, mangiando tra i rifiuti, giornalmente. Alla loro vista, un residente si è avvicinato chiedendogli il perché fossero li, in quelle condizioni, purtroppo su 4 bambini solo uno riusciva a malapena a parlare la lingua italiana. Sono scene alquanto raccapriccianti, visto e considerato che pur essendo stranieri hanno l obbligo di frequentare la scuola italiana. Tutti i minori stranieri, anche privi di permesso di soggiorno, hanno il diritto di essere iscritti alla scuola, non solo dell’obbligo, ma di ogni ordine e grado. L’iscrizione può essere richiesta in qualunque periodo dell’anno, nei modi previsti per i minorenni italiani. I ragazzi di età compresa nella fascia di istruzione obbligatoria (6-16 anni) devono essere iscritti, a cura dei genitori o di chi ne esercita la tutela, alla classe corrispondente all’età anagrafica, a meno che il Collegio dei docenti deliberi l’iscrizione a una classe diversa. Ora ci chiediamo; questi bambini sono censiti? Perché i genitori li lasciano bivaccare tra i rifiuti? Il diritto all’istruzione non può essere negato a nessun bambino per i suoi natali geografici o anagrafici e qualsiasi forma di discriminazione non farebbe altro che danneggiarne il percorso di crescita. Possibile che le telecamere di sorveglianza installate nel suddetto parco, non riprendano questa dispersione scolastica? Dove sono gli assistenti sociali che dovrebbero intervenire per tutelare i diritti dei minorenni e recuperare, ove possibile, con il sostegno dei servizi sociali e sanitari, la piena responsabilità genitoriale? Chiediamo quindi agli organi competenti di effettuare dei sopralluoghi in loco e riportare questi bambini a condurre una vita normale.

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